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Rachel: Lettura da Tra gli Specchi - Il nonno e la tempesta

Il nonno di Claire era una forza della natura, passava dalle porte soffiando anziché camminando, con un moto più simile a un vento impetuoso che a una persona viva e vegeta. Non chiudeva mai un armadietto o un cassetto, e quando attraversava una stanza, tovagliolini e foglietti lasciati per caso sul tavolo venivano risucchiati dalla sua corrente d’aria come foglie nel vento, fermati dal seguito solo dalle porte che invariabilmente sbattevano alle sue spalle una volta che le aveva attraversate.

Rachel: Lettura da Tra gli Specchi - Il nonno e la tempesta
Rachel: Lettura da Tra gli Specchi - Il nonno e la tempesta Francis Rosenfeld

La pioggia iniziò così all’improvviso che Claire ebbe appena il tempo di rientrare dalla veranda e chiudere le porte alle sue spalle prima che l’acquazzone iniziasse a battere un assordante assolo di batteria sul tetto. Il nonno di Claire stava correndo per la casa, come era solito fare in quelle circostanze, chiudendo porte, finestre e imposte e assicurandosi che tutti fossero al sicuro, al riparo dalla tempesta. La giovane donna sorrise, seguendo i suoi movimenti per la casa dai rumori che produceva – piedi che strusciavano sul pavimento, suoni di porte che si aprivano e sbattevano alle sue spalle, passi su e giù per le scale, lo stridio della scala del solaio trascinata sul pavimento nel corridoio di sopra.

Il nonno di Claire era una forza della natura, passava dalle porte soffiando anziché camminando, con un moto più simile a un vento impetuoso che a una persona viva e vegeta. Non chiudeva mai un armadietto o un cassetto, e quando attraversava una stanza, tovagliolini e foglietti lasciati per caso sul tavolo venivano risucchiati dalla sua corrente d’aria come foglie nel vento, fermati dal seguito solo dalle porte che invariabilmente sbattevano alle sue spalle una volta che le aveva attraversate. Claire non si era nemmeno resa conto di quanto le fossero mancati quei rumori. Rimase qualche minuto ad ascoltare quel fragore sinfonico come avrebbe fatto con un bel pezzo di musica, senza accorgersi di essere di nuovo ferma nell’alcova tra gli specchi.

La tempesta si intensificò, carica di fulmini e tuoni, spingendo la pioggia a fasce orizzontali e inducendo Claire a correre a chiudere le imposte che erano state lasciate aperte. La luce in casa si attenuò quasi fino al crepuscolo mentre nuvole del colore delle contusioni affollavano il cielo, così dense e così gravide di pioggia da sembrare quasi sfiorare il terreno. Nel muoversi dall’alcova buia, colse un lampo di sé riflessa negli specchi in un lampo di fulmine, e le sue immagini sembrarono quelle di una sé stessa molto più anziana, che la fissava con uno sguardo consapevole che era semplicemente irritante. Claire esitò, aspettando il prossimo lampo di fulmine per capire di cosa si trattasse, ma il fulmine successivo non rivelò altro che la sua solita espressione, seppur leggermente perplessa al momento.

«Oddio, un giorno impazzirò!» mormorò Claire tra sé, riprendendo la sua corsa per la casa per chiudere le imposte, troppo tardi per impedire alla pioggia torrenziale di raggiungere i pavimenti in legno. «Maman e le sue superstizioni sugli specchi! Ora dovrò asciugare tutta quest’acqua!»

«Mio Dio, tesoro, se apri una porta devi ricordarti di chiuderla dietro di te, non lasciarla socchiusa affinché chiunque e qualsiasi cosa possa entrare! Guarda tutta quest’acqua sui pavimenti!» protestò la Nonna e andò in cucina a prendere uno straccio e un secchio.

Claire mormorò a denti stretti che suo nonno lasciava sempre le porte aperte e nessuno si era mai lamentato.

«Lui sa quali porte vanno chiuse, non lascia mai una porta aperta che deve rimanere chiusa. E togliti dal passaggio.»

«Perché è sfortuna stare sulla soglia?» Claire tornò all’insoddisfatta curiosità che l’aveva afflitta per tutta l’infanzia.

«Devi stare o da una parte della porta o dall’altra, non in mezzo. Inoltre, stai bloccando il passaggio.»

«Ma non c’è nessun altro qui che potrebbe voler entrare, non con questo tempo, questo è sicuro,» rispose Claire, sconcertata.

«Non si sa mai, forse c’era,» replicò la Nonna con naturalezza, sfidando la logica. Il suo viso si oscurò per un momento e poi riprese la sua espressione abituale. «Svuota questo fuori, vuoi?»

Porse a Claire il secchio, ora pieno a metà d’acqua, e continuò ad asciugare i pavimenti finché non furono completamente asciutti.

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